Estate 2018, Milano ha un nuovo giardino: alla Fabbrica del Vapore nasce l’agriparco

28 Maggio 2018

Il piazzale della Fabbrica del Vapore di Milano si tinge di verde e si trasforma in un agriparco urbano. Nell’estate 2018 i circa 3000 mq di spazio sono pronti per accogliere i visitatori tra erba, alberi, zone d’ombra, orti, fioriere e sedute in legno. Un momento di inaugurazione è in programma nel pomeriggio di domenica 3 giugno.

«Grazie alle realizzazioni dello Studio Grassi, che dopo l’esperienza del Fuorisalone dello scorso anno torna per restare tutta l’estate, il piazzale ora ha un nuovo volto, aperto e accogliente», commenta la vicesindaco con delega alle Politiche giovanili Anna Scavuzzo. «Abbiamo preservato l’area per lo svolgimento del Mercato della Terra e chiesto ai concessionari che lavorano negli spazi della Fabbrica del Vapore di collaborare con noi per creare un calendario di laboratori e iniziative aperte al quartiere e a tutta la città in questi nuovi spazi verdi estivi».

Riabita Agriparchiurbani (progetto e allestimento a cura dello Studio Grassi Design con la direzione creativa di Angelo Grassi) prevede 1100 mq di manto erboso, 2500 mq di siepi di alloro, 300 alberi ad alto e basso fusto (canne di bambù, salici e tamerici), circa 300 piantine di ortaggi (tra cui melanzane, pomodori, peperoni, carote e cinque tipi di insalata), due serre urbane, fioriere, sedute di legno, panche da pic-nic e una chaise-longue lunga 4 metri e larga 2,5 ricoperta d’erba.

Il nuovo aspetto del piazzale della Fabbrica del Vapore (che attualmente ospita, tra l’altro, la mostra Harry Potter. The Exhibition), oltre a rendere più suggestiva la vista di tutta la struttura, sia dall’interno sia da via Procaccini, consente anche di abbattere la sensazione di calore contribuendo a rendere più sopportabili le alte temperature estive e introducendo alberature che permettono di fruire di zone d’ombra, aumentando la vivibilità del luogo e garantendo ai visitatori e a tutte le persone di passaggio di trovare aree di sosta fresche e piacevoli.

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TEATRO, MUSICA, CINEMA, PASSEGGIATE TEMATICHE: DOMENICA 27 MAGGIO AL CIMITERO MONUMENTALE DI MILANO TANTI EVENTI PER LA GIORNATA EUROPEA DEI MUSEI A CIELO APERTO.

27 maggio 2018

Domenica 27 maggio 2018, in occasione della XV giornata europea dei Musei a cielo, dalla 10 alle 19, il pubblico potrà scoprire o riscoprire la storia della città attraverso uno dei suoi luoghi più suggestivi: il Cimitero Monumentale.

Un’intera giornata di appuntamenti gratuiti con il teatro, musica, il cinema, le passeggiate tematiche promossa dal Comune di Milano e dal Cimitero Monumentale in collaborazione con ASCE (Association of Significant Cemeteries of Europe), con il patrocinio della Commissione Europea e della Regione Lombardia e realizzata da Fondazione Milano – Scuole Civiche, presente con diplomati e allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.

La giornata prenderà il via dal piazzale esterno, da cui partiranno due tipologie di visite guidate per soddisfare la curiosità dei visitatori che si avvicinano per la prima volta al Cimitero Monumentale o che vogliono scoprire di più delle sue bellezze artistiche e del suo patrimonio di memorie storiche.

Con le Passeggiate tematiche in compagnia di protagonisti della Milano di oggi il pubblico sarà accompagnato da personaggi milanesi contemporanei alla scoperta del passato: alle ore 10.00 e ore alle 17 Sergio Rebora, il nuovo curatore artistico e scientifico del Cimitero Monumentale, guiderà il pubblico alla scoperta della Necropoli, mettendone in luce gli aspetti artistici, storici e le curiosità che vi sono custoditi; i matematici Alessandro Russo e Lucia Ladelli, alle ore 11, condurranno un percorso dedicato ai “Matematici al Monumentale”; alle 15.30 Riccardo Fedriga, storico delle idee, guiderà una passeggiata dal titolo “La memoria di pietra” dedicata alla figura di Umberto Eco; Ciro Fiorentino, musicista e presidente della Società Italiana Educazione Musicale, alle ore 16.00 a partire dalle sepolture di grandi musicisti parlerà di come musica e arte siano elementi fondanti di una comunità; alle 16.30 lo psicoterapeuta Angelo Juri Aparo e alcuni dei partecipanti al Gruppo della Trasgressione condurranno una passeggiata dal titolo “Voci dal Ponte”, dedicata tra gli altri a Enzo Jannacci.

Sempre dal piazzale esterno partiranno le visite guidate a tema a cura dei volontari del Servizio Civile e del personale dipendente del Cimitero Monumentale: alle ore 10.00 Massimo Alessandrini guiderà il percorso “Gli artisti ribelli del Monumentale”, alle ore 10.30 Guido Scovino parlerà di “Editoria al Monumentale”, alle ore 11.30 Boriana Valcinova porterà alla scoperta di “Sette scultori, sette capolavori”, alle ore 12.00 partirà il percorso “Gli angeli del Monumentale” a cura di Caterina Zorzòli e alle ore 14.30 “I capolavori di Butti al Monumentale” a cura di Marta Corengia.

Tutte le passeggiate sono gratuite e prenotabili al gazebo a partire dalle ore 9.30 fino al raggiungimento del numero massimo previsto per gruppo.

Dalle 10.00 alle 11.00, dalle 12.00 alle 15.30 e dalle 16.00 a fine giornata in sala conferenze si susseguirà la proiezione a cura della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Escapin’ Timelandia – Regia mobile diretta da Giulia Migliore (32’). Lo spettacolo di danza progettato e messo in scena da Matteo Bittante per DanceHaus, ripreso e rielaborato in un lavoro visivo realizzato dagli della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, che ne esalta gli aspetti corali ed individuali della coreografia e ne conserva l’intenzione artistica. Fuggire dalla dittatura del tempo. Matteo Bittante nella sua ipotesi danzata di un cambio di percezione sul mondo si chiede: la velocità ci anestetizza? Perché non riusciamo più a fermarci? È per la paura del tempo, mai abbastanza, o di ciò che la vita potrebbe rivelarci fermandoci a pensare?

Sempre in sala conferenze alle 11 e alle 15.30 si terrà l’incontro Facciamo il punto: Brera al Monumentale, una presentazione dei lavori di restauro svolti dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera all’interno del Cortile delle Opere Dimenticate.

Il programma teatrale presenta due corti teatrali, scritti e interpretati ad hoc da diplomati della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Protagonisti delle brevi pièce sono i sepolti celebri del cimitero che incontrano i cittadini contemporanei creando, attraverso il rito del teatro, un piccolo corto circuito con l’aldilà. Il pubblico milanese può così riscoprire in un modo insolito la propria storia e la propria identità cittadina attraverso nomi che hanno fatto, ognuno a proprio modo e nel proprio ambito, qualcosa di immortale.

Nella Galleria superiore di ponente, alle 11 e alle 15, andrà in scena Aspettando i limoni – l’ultimo concerto degli Jaga Brothers – di Luca Rodella, con Stefano Annoni, Luca Rodella, musiche di Roberto Dibitonto e Francesco Marchetti – dove in un limbo, circondati da strumenti e musicisti, due anime attendono l’arrivo di una risposta. Forse per scherzo del destino o forse per un disegno preciso i due, amici meravigliosi in vita, si trovano costretti ad ammazzare il tempo eterno a suon di canzoni. Un omaggio ai grandi Gaber e Jannacci che qui, comportandosi come i personaggi del Godot di Beckett, battibeccano nostalgici su quanto amara e al tempo stesso gioiosa sia stata la vita vissuta. Tutto questo attraverso i versi più poetici, arrabbiati e buffi delle loro eterne canzoni.

Alle 12 e alle 17 nella Galleria inferiore di levante, sarà presentato Batte soltanto l’ala del suo sogno – di Luca Rodella con Paola Campaner, Erika Marino e Angela Papagni, musiche di Roberto Dibitonto – dedicato a Gaby Angelini, pioniera dell’aviazione durante il regime fascista, che lottò per seguire il suo sogno nonostante la rigida concezione di donna dell’epoca. Un sogno condiviso da ogni essere umano fin dagli albori della civiltà, quasi come un’ossessione innata: librarsi in volo come un uccello. Il sogno, per Gaby, divenne realtà.

Il programma musicale a cura della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado farà risuonare nella splendida cornice del Cimitero note classiche, esotiche e jazz.

Alle 12.30 la cappella ospiterà il concerto Dalla Classica al Choro di Chitarra duo Tencati-Pace (Guido Pace e Marco Tencati). Il duo presenta una varietà di brani di autori che hanno prodotto le loro opere a partire dai primi del 1700 in Europa, fino ad arrivare ai compositori sudamericani dei giorni nostri. Durante il percorso che si seguirà durante il concerto, il pubblico potrà apprezzare la forte influenza della musica classica nelle sonorità del Choro, una danza sudamericana che sta a significare “pianto, lamento”. Quest’ultima infatti nasce alla fine del XIX secolo, quando in Sud America venivano eseguite danze europee che erano in voga all’epoca. Il Choro, grazie alle sue particolarità ritmiche ereditate dal Tango, sarà poi alle fondamenta della musica Bossanova e Samba che il duo andrà ad eseguire al termine del concerto.

Il concerto di chiusura, previsto alle 18.00 nel suggestivo piazzale, è affidato ai Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, che saranno protagonisti di due momenti: Talking drums del gruppo Time Percussion & Voice diretto da Tony Arco composto da Mauro Carafa, Andrea Cattaneo, Jonatan Franceschini, Antonio Matonti, Mattia Pertile, Pietro Scalzo – alle percussioni – Giuseppe Blanco, Alessandro Germini, Alberto Mancini – ritmica – Leonardo Cavalli, Caterina Dolci, Sara Gimigliano, Jasmin Abdel Kader, Emma Lecchi – voci; e Jazz Stories dell’omonimo quartetto composto da Marco Vaggi – contrabbasso – Rosarita Crisafi – sax tenore – Giovanni Bergamini – piano – Mattia Pertile – batteria.

Novità di questa edizione sarà la presenza di circa 20 volontari che hanno aderito al progetto “Volontari Energia per Milano” promosso dal Comune di Milano con la collaborazione di Ciessevi che collaboreranno all’accoglienza del pubblico della giornata.

Gli appuntamenti che vedranno nuovamente teatro, musica, cinema e passeggiate tematiche raccontare il Cimitero Monumentale e le sue bellezze proseguiranno ogni ultima domenica del mese da giugno a ottobre con La rassegna “Monumentale: Museo a Cielo Aperto”: il 24 giugno, 29 luglio, 26 agosto dalle 10 alle 13 e il 30 settembre e il 28 ottobre dalle 10 alle 18.

Via Messina e via Procaccini, l’incrocio della discordia

26 maggio 2018
Il Giorno

Più di 400 firme raccolte in poche ore «per riprenderci l’incrocio». L’incrocio tra le vie Procaccini e Messina, nel triangolo Sarpi-Bramante-Canonica: in prima linea ci sono i cittadini dell’associazione ViviSarpi. «Occorre un intervento per la sicurezza di pedoni e automobilisti», incalza il presidente dell’associazione Pier Franco Lionetto, che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al Comune prospettando due soluzioni. I problemi, intanto: «Camion e furgoni per il carico e scarico dei negozi all’ingrosso parcheggiati in doppia fila che rallentano e in certi casi arrivano a bloccare i mezzi pubblici di passaggio; difficoltà per i veicoli provenienti da via Messina a immettersi in via Procaccini per la scarsa visuale, sosta di furgoni sulle strisce pedonali e occupazione dei marciapiedi con cassette di merci a ridosso di un grossista di alimentari, che complicano la vita ai pedoni. E per mamme con passeggini e disabili in carrozzina, passare è impossibile. Senza contare che le merci, alimentari, restano esposte ai gas di scarico dei veicoli». Tutto questo in un incrocio «che già di per sé è critico» per il viavai di tram e mezzi dei vigili del fuoco del Comando di via Messina. E poi «nel tratto che sfocia in via Procaccini mancano le strisce pedonali». Da tempo i cittadini segnalano la situazione, «sia in Comune e sia in Municipio 8», ma aspettano ancora interventi. Così hanno organizzato due banchetti «di poche ore», precisano, e hanno raccolto 400 firme, «la maggior parte di abitanti che vivono vicino all’incrocio, stanchi ma non rassegnati».

Nella lettera spedita agli assessori Marco Granelli (Mobilità) e Anna Scavuzzo (Sicurezza), e per conoscenza al sindaco Giuseppe Sala, Lionetto propone due strade percorribili: la prima, «collocare un impianto semaforico all’incrocio, allargare i marciapiedi per evitare il parcheggio abusivo in un’area in cui sostare è vietato h24, creare un passaggio pedonale dove via Messina sfocia su via Procaccini, ripristinare le fermate del tram, spostate per evitare inconvenienti». La seconda «non è alternativa ma sarebbe una soluzione provvisoria: un intervento sistematico della Polizia locale, per evitare il parcheggio in doppia fila di camion e furgoni». Gli abitanti hanno chiesto un incontro agli assessori per presentare il loro progetto. «Incontreremo l’associazione – risponde l’assessore Granelli -, faremo le verifiche e, laddove necessita, realizzeremo quanto serve».

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15 Marzo 2018 Inaugurazione Piazzetta Hu Feng Shan

15 Marzo 2018

Succede In quartiere

17 maggio 2018
Corriere della sera
La gentrificazione avanza

Angelina di cognome fa Caporale. Di nome, e di fatto. Ha 91 anni ed è una delle pasionarie di un comitato di inquilini che si è appena formato in via Paolo Sarpi. «Ci dicono che dobbiamo lasciare libere le case dove abitiamo da più di sessant’anni e noi non lo vogliamo fare», racconta lei, tanto allarmata quanto non disposta a cedere. Da una decina di giorni i gestori sociali QLS, emissari della società che si occupa del progetto di riqualificazione dell’enorme isolato tra via Sarpi e via Bramante, bussano agli appartamenti. Senza preavviso. Colgono di sorpresa gli abitanti, per lo più donne e molto anziane. «Ci hanno preso una per una, senza avvertire i sindacati, dicendoci che dobbiamo andare via al più presto, che potrebbero mandarci in zone lontane come Bonola, in via Uruguay, o Cinisello Balsamo, e che dobbiamo firmare subito alcuni documenti, se vogliamo assicurarci un alloggio alternativo. Ci siamo tutte spaventate», dice Adele Gerosa, altra signora del Comitato Ca’ Sarpi, che ha visto 86 primavere e risiede lì da mezzo secolo.

Il copione di questa storia si è già visto altre volte: quando c’è un piano di valorizzazione che coinvolge edifici abitati da svuotare, l’aspetto umano è scomodo e difficile, comunque lo si guardi. Qui si parla del patrimonio immobiliare del Fondo immobiliare Ca’ Granda che in zona ha anche via Paolo Sarpi 7 e via Bramante 13. Solo nell’enorme isolato in questione, che comprende sei civici, sono circa 240 alloggi, per due terzi vuoti: negli altri ci sono 80 famiglie, arrivate mezzo secolo fa. A gestire il patrimonio, da due anni a questa parte, è Investire sgr, con l’advisor Fondazione Housing sociale (orbita Fondazione Cariplo). «Sceglieremo l’architetto entro l’autunno, tra sette proposte che ci sono arrivate, e daremo corpo a un grande progetto con tutti affitti a prezzo calmierato per persone con reddito basso, ma superiore a quello che dà diritto alle case popolari. La mobilità degli attuali inquilini sarà gestita nel modo più delicato possibile. Se ne hanno diritto in base al reddito, faremo proposte di ricollocamento in immobili che abbiamo a disposizione in varie aree della città. Forse sarà possibile addirittura accoglierne una parte in via Bramante 13, quasi vuoto e da ristrutturare anche quello», cercano di rassicurare da Investire.

Il cantiere non partirebbe prima di un paio di anni. «E allora perché tutta questa fretta? E dove vado? — chiede ancora Gerosa —. Mia figlia ha preso casa qui vicino apposta per non lasciarmi sola…». Sembrano una grande famiglia, tutti insieme: «E lo siamo davvero. Lo sa quante volte mi hanno portato su la spesa le vicine del secondo piano?», racconta Caporale. È una specie di villaggio, «un alveare amico», dice ancora Carolina Vitolo, 68 anni, ex infermiera. «Ho fatto una ristrutturazione tutta con soldi miei, chi mi ripaga?». E Carolina Pace, 52 anni e tre figli: «Mi sono sposata che ne avevo quindici e sono venuta qui dalla Sicilia, con mio marito che non c’è più. Sono arrivati con i fogli dicendo che dovevo firmare, io non ci capivo nulla, ho firmato. E adesso?». Anna Stasiak, 40 anni e due figlie, esperta d’arte: «Hanno lasciato scadere gli affitti e da qualche tempo paghiamo l’indennità di occupazione. Avevano previsto tutto…». Nei giorni scorsi, su richiesta del Comitato, Investire e Fondazione Housing sociale hanno incontrato i sindacati (Unione inquilini e Sunia) e alcuni residenti: «Ci hanno dato rassicurazioni — conclude Caporale —. Teniamo gli occhi aperti, vogliamo vedere come va avanti».

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Riprendiamoci l’incrocio Procaccini Messina

15 maggio 2018 

Consegnate le firme agli assessori Granelli e Scavuzzo raccolte nel banchetto organizzato da vivisarpi per segnalare nuovamente la criticità dell’incrocio Procaccini-Messina sia al Municipio 8 sia direttamente a voi, segnalazioni che purtroppo non hanno avuto ad oggi risposta alcuna, siamo ancora a porre alla Vs attenzione quanto avviene in corrispondenza di detto incrocio che ha elevati impatti di pericolosità sia sulla mobilità veicolare sia sulla sicurezza di pedoni e ciclisti. Per maggiormente sensibilizzarvi su tale tema abbiamo deciso di fare una petizione con una raccolta firme: due banchetti di poche ore ciascuno e più di quattrocento firme raccolte con una buona percentuale di abitanti prossimi all’incrocio, stanchi della situazione che si perpetua da tempo ma non rassegnati ad accettare questa situazione.

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Attendiamo incontro. 

TAVOLA ROTONDA 26 OTTOBRE
SARPI- BRAMANTE – CANONICA QUARTIERE CHE CAMBIA

Giovedì 26 Ottobre 2017 ore 20.45 
Sala Rossini Hotel Leonardo – Via Messina 10
PARTECIPIAMO NUMEROSI

Torre di Liprando, un monumento da riscoprire e valorizzare

Milano 25 Settembre – Tra i tesori nascosti e poco conosciuti di Milano c’è la Torre di Liprando,  un campanile in tipico stile romanico lombardo. Apparteneva alla chiesa della SS Trinità, fondata nel 1075 dal prete Liprando in un terreno di sua proprietà nella zona del Borgo degli Ortolani.

La torre di Liprando-SS Trinità è situata quindi, nel cuore del Borgo degli Ortolani, a due passi dall’Arena Civica, dall’Arco della Pace e dal Castello Sforzesco.

  • Il giardino intorno alla torre è una piccola oasi di serenità protetta da diverse essenze di alto fusto: un platano ed un cedro, alti più di 20 metri, riempiono il campanile di vita e colore.Il terreno, che copre un’area di circa 900mq, è in piano ed accessibile dalla via Giannone. Lo spazio èè ideale per eventi estivi: mostre, mercatini, eventi privati
  • offre luce naturale ed è molto fresco.
  • La storia della Chiesa della S.S Trinità a cui il la torre apparteneva, ha attraversato momenti difficili fimo alla demolizione nel 1968
  • Fondata dal prete patarino Liprando intorno al 1070 in un terreno di proprietà denominato ponsGuinizeli, in fondo al fontanile di S. Rocco che correva lungo l’attuale via Niccolini, comprendeva anche una canonica.Su richiesta di Liprando, che è sempre in lite con la curia milanese, Urbano II accetta di sottrarre la chiesa al clero ambrosiano  e la pone sotto la protezione della Santa Sede, con bolla papale datata 1099.Dopo la morte di Liprando, avvenuta nel 1113, il terreno e gli immobili vengono assegnati come grangia ai benedettini di S. Simpliciano.

Nel 1291 viene preposto alla chiesa  fràBonvesin de la Riva, appartenente al terzo ordine degli Umiliati. Le cronache riportano che Bonvesin raccolse l’invito del pontefice di far suonare le campane per sollecitare tre volte al giorno i fedeli alla preghiera: al mattino per l’Ave Maria, a mezzogiorno per l’Angelus e al tramonto per i Vespri. La pratica potrebbe essere stata inaugurata proprio nella chiesa della Santissima Trinità.Nel 1571 l’ordine viene sciolto tragicamente e la chiesa viene inglobata nella parrocchia di S. Protaso in campo foris.E’ solo nel 1608 che la SS Trinità diviene parrocchia autonoma, grazie all’intervento del Cardinal Borromeo.Nel 1616 la chiesa viene completamente distrutta da un incendio; l’unica parte superstite è proprio il campanile.La ricostruzione vede l’utilizzo di un’architettura coerente con lo spirito del tempo.Tra il 1900 il 1902 la chiesa acquista nuova facciata, disegnata dall’architetto Giuseppe Boni: neo-barocca, accoglie un gruppo scultoreo, posto sulla porta principale e modellato dallo scultore Orazio Grassoni. Un nuovo campanile viene costruito tra il 1909 e il 1911 su progetto dell’ingegner Giovanni Ambrogio Locatelli mantenendo anche il vecchio campanile.

Via Paolo Sarpi: più design, più gusto e più tendenze.

Via Paolo Sarpi (e zona limitrofa) da molti anni ha abituato i milanesi a un vortice di cambiamenti che hanno fatto della zona un tempo identificata solo con il termine “Chinatown”, un’area effettivamente in continua trasformazione, sempre più frequentata e ricca di proposte trendy. È bastata un’estate per veder fiorire lungo la strada pedonale novità dal gusto attuale e invitante. Il termine gusto non è scelto a caso, perché è proprio in tema di cibo e bevande che Sarpi ha continuato il suo cammino verso il nuovo, grazie all’apertura di locali dallo stile e dal design decisamente più di tendenza, che propongono specialità culinarie e soft drinks più aggiornati che mai. Il nostro invito è quello di fare due passi per toccare con mano, anzi, col palato, queste proposte, che spiccano tra gli esercizi commerciali all’ingrosso, zero stilosi.

Il primo passo è davvero all’inizio della via, poco lontano dal palazzo di vetro della Fondazione Feltrinelli/Microsoft: qui la nota gelateria-caffetteria Chateau Dufan ha raddoppiato, nel senso che sotto lo stesso brand e adiacente a tale negozio,è stato creato un nuovo ristorante che incuriosisce tutti i passanti. Potremmo dire che è l’emblema di questo rinnovamento: a partire dal design dell’ambiente elegantemente minimal-fusion e uptodate, con arredi e apparecchiature raffinati.

Il brand, come modernità insegna, appare ovunque con molto gusto; a vista la cucina e gli chef dietro una vetrata anch’essa brandizzata, personale molto gentile che indossa una T-shirt su cui campeggia il claim “Hand made with love”, e una cantina di tutto rispetto che non esclude casse di Sassicaia, sempre a vista.

Hand made è in effetti una promessa mantenuta che puoi verificare di persona assaggiando quella che è la specialità della casa: ramen e noodles, appunto fatti a mano. Mentre assaggiavo un’ottima zuppa di ramen accompagnata da un’insalata e da ravioli al vapore, ho avuto modo di parlare con il titolare che mi ha raccontato tutto l’impegno profuso insieme al suo staff per garantire un’offerta di qualità e all’altezza delle “nuove” aspettative. Ha sottolineato la cura con cui sceglie le materie prime (ci siamo dilungati per esempio sulla scelta della farina “00” per dare la giusta consistenza ai ramen, mentre quella “0” viene utilizzata per un diverso tipo di pasta), la volontà di seguire con attenzione e rapidità i clienti e la voglia di crescere sempre di più in termini di offerta e servizio. Ha poi voluto offrire a me e all’amico con cui ho fatto questa esperienza un Bubble Tea (che appare nell’immagine di copertina). E qui arriva un’altra novità degli ultimi tempi! Questo tipo di bevanda ora ha letteralmente invaso via Sarpi, sono moltissime le persone che passeggiano con un Bubble Tea da asporto…

mi è stato spiegato che in realtà si tratta di un prodotto ideato a Taiwan, esportato con successo in tutto il mondo, da ben 10 anni. Da noi è approdato da pochissimo, ma tutti sono molto incuriositi da questo soft drink perché i cartelloni che li presentano nei nuovi bar, ne mettono in evidenza i colori variopinti e la presenza di palline colorate sul fondo dei bicchieri. Ebbene, i “Tè con le bollicine” appartengono a due famiglie: una a base di tè nero e latte, con perle di tapioca che hanno l’aspetto di mirtilli e in bocca sono molto molto “jelly”, dolcemente buonissime! L’altro tipo è a base di tè verde e sciroppo di frutta e acqua, con le boba che contengono anch’esse un succo di frutta e un po’ di gelatina. Io ho provato quello allo sciroppo di mirtillo, e un bicchiere del tipo con latte, che dire… davvero golosi! Come si diceva, queste nuove pasticcerie o bar che offrono Bubble Tea si stanno moltiplicando nella via, e insieme a Chateau Dufan così come agli ormai famosi e frequentatissimi negozi di street food che propongono nuove versioni di ravioli (con carne nostrana e ricetta cino-italiana) e altre pietanze, stanno davvero cambiando il volto alla zona.

CONVOCAZIONE COMMISSIONI CONGIUNTE PER SARPI MUNICIPIO 1

Lunedì 22 maggio alle ore 19.00, presso la sede del Municipio 1 (Via Marconi, 2), si terrà una riunione delle Commissioni congiunte per discutere di alcune problematiche riscontrate (dietro nostra sollecitazione) nel quartiese Sarpi (carico/scarico e parcheggio selvaggio in alcuni punti del quartiere, ben individuati, etc.); le sedute sono aperte al pubblico, noi ci saremo, ci piacerebbe partecipasse anche qualche residente in più……